{"id":3388,"date":"2024-04-22T11:50:17","date_gmt":"2024-04-22T11:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/react4med.eu\/3388\/"},"modified":"2024-04-22T11:56:57","modified_gmt":"2024-04-22T11:56:57","slug":"3388","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/react4med.eu\/it\/3388\/","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Piante selvatiche mediterranee non utilizzate potenzialmente utili all\u2019uomo<\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"503\" data-id=\"3377\" src=\"https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003-1024x503.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3377\" srcset=\"https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003-1024x503.png 1024w, https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003-300x147.png 300w, https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003-768x377.png 768w, https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003-1536x754.png 1536w, https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003-600x295.png 600w, https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003-90x44.png 90w, https:\/\/react4med.eu\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/perrino_blog.fw-003.png 1548w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n<p>Molte piante selvatiche originarie del bacino del Mediterraneo che crescono nelle fasce ecotonali e nelle infrastrutture verdi degli agroecosistemi, hanno potenzialit\u00e0 ancora ignote che possono essere utili per l&#8217;uomo, non solo come fonte di cibo. Anche se note come specie tassonomiche, in diversi paesi del Mediterraneo queste piante sono sottoutilizzate o addirittura non utilizzate, perch\u00e9 le persone non le conoscono come fonte utile per il proprio benessere o perch\u00e9 sono piante molto rare. Recenti ricerche hanno dimostrato che la loro composizione chimica pu\u00f2 essere eccellente, anche migliore della corrispondente specie coltivata selezionata dall\u2019uomo, come ad esempio la Beta macrocarpa,  diffusa in diverse aree costiere dei paese del mediterraneo, dove \u00e8 classificata come specie a rischio di estinzione (EN) e meriterebbe di essere valorizzata per il suo valore nutrizionale, soprattutto per quelle popolazioni ricche di individui. Questa specie potrebbe essere messa in commercio al posto della Beta vulgaris coltivata, dando un originale impulso ad un economia pi\u00f9 sostenibile ed a km zero. La B. macrocarpa \u00e8 una specie alofita che potrebbe svolgere un ruolo considerevole nella dieta mediterranea umana avendo un uso potenziale in diversi piatti tradizionali per il suo alto valore nutritivo e la presenza di minerali essenziali. L&#8217;analisi chimica di B. macrocarpa ha mostrato un importante contenuto di proteine, basso contenuto di grassi, fibre e alto contenuto di carboidrati, che conferma la possibilit\u00e0 di utilizzare questo ortaggio in insalate, saltate o cotte, e\/o come mangime. Inoltre, presenta un elevato contenuto di elementi minerali essenziali come Na, K, Ca, Mg e Fe. Il suo grosso frutto, da cui deriva il nome della specie \u201cmacrocarpa\u201d presenta elevate propriet\u00e0 funzionali in quanto accumula metaboliti secondari (polifenoli e flavonoidi) sintetizzati in condizioni di stress, come stress resistente al sale, agendo come antiossidanti, partecipando alla crescita delle piante, alla riproduzione e alla resistenza agli agenti patogeni. Il consumo di foglie di B. macrocapra pu\u00f2 dunque contribuire ad una dieta equilibrata e pu\u00f2 essere utilizzato nelle diete moderne, come integratore alimentare o come ingrediente funzionale in nuovi prodotti alimentari biologici. Pu\u00f2 essere coltivata secondo il sistema dell\u2019agricoltura biologica che si basa sul mantenimento della biodiversit\u00e0 e dei servizi ecologici, soprattutto nelle aree marginali per limitare il deficit di foraggio, migliorando il valore pastorale in queste regioni. Pu\u00f2 dunque essere considerata una specie idonea in molti progetti di ripristino ambientale nel Mediterraneo come REACT4MED (https:\/\/react4med.eu\/) e EcoplantMed (http:\/\/www.ecoplantmed.eu\/project\/) (Ben Mahmoud et al. 2024). &#13;\nAltra specie di elevato interesse attualmente non-utilizzata in Italia \u00e8 Lagoecia cuminoides, mentre in altri paesi come la Turchia e l\u2019Iraq, dov\u2019\u00e8 molto diffusa viene usata come tisane. In Italia questa piccolo specie \u00e8 molto rara e potrebbe essere valorizzata attraverso interventi di propagazione ex-situ con il coinvolgimento di centri di ricerca specializzati. L. cuminoides \u00e8 ricca in composti benefici per la salute umana (antiossidanti, antinfiammatorie, composti attivi antinocicettivi, ansiolitici e antitumorali).  Importante il suo potenziale utilizzo nel settore alimentare e ruolo agronomico in eventuali programmi e strategie di sviluppo che mirino a valorizzare il territorio e a favorire la resilienza delle comunit\u00e0 e degli habitat naturali, soprattutto nelle aree marginali, non adatte a scopi agricoli ma estremamente importanti per la salvaguardia della biodiversit\u00e0 (Perrino et al. 2023).&#13;\nAltre specie alofite costiere sottoutilizzate o non utilizzate in ambiente mediterraneo sono Salicornia sp. pl., Arthrocaulon macrostachyum, Cakile maritima, Crithmum maritimum, Allium commutatum, Beta vulgaris subsp. maritima, and Capparis spinosa (Accogli et al. 2023). &#13;\nLe piante selvatiche mediterranee e le loro propriet\u00e0 nutrizionali come fonte diretta o indiretta di cibo, sono oggetto di ricerca da parte di diversi enti di ricerca, come l&#8217;Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM Bari) nell&#8217;ambito del master internazionale in &#8220;Agricoltura biologica&#8221; dal 2020 con l&#8217;obbiettivo di valorizzare le risorse naturali vegetali utili all\u2019uomo.&#13;\nIl progetto REACT4MED, ha tra i suoi obbiettivi anche quello di valorizzare le risorse naturali degli agroecosistemi attraverso un approccio condiviso con gli stakeholders. Questo al fine di evitare il degrado del territorio e la desertificazione con un uso a basso impatto negli ecosistemi agricoli aridi e semiaridi del Mediterraneo, promuovendo un ambiente di vita pi\u00f9 favorevole a sostegno di un\u2019agricoltura sostenibile, evitando cos\u00ec anche il processo di migrazione.&#13;\nREAC4MED \u00e8 finanziato dalla fondazione PRIMA ed \u00e8 frutto della collaborazione dei seguenti partner:  SoftWater s.r.l. (Italia) (SOFTW), Technical University of Crete (Grecia) (TUC), Osnabr\u00fcck University (Germania) (UOS), The Cyprus Institute (Cipro) (CYI), University of Haifa (Israele) (UH), University of Valencia (Spagna) (UVEG), Institut National de la Recherche Agronomique (Marocco) (INRA), Istituto Agronomico mediterraneo di Bari (CIHEAM Bari), Uluslararas\u0131 Tar\u0131msal Ara\u015ft\u0131rma ve E\u011fitim Merkezi (Turchia) (UTAEM)&#13;\nL&#8217;Italia \u00e8 rappresentata dall&#8217;Istituto Agronomico Mediterraneo, con i dott. Pandi Zdruli, dott.ssa Daniela D&#8217;Agostino ed il Prof. Enrico Vito Perrino. L&#8217;obbiettivo di questa ricerca, \u00e8 finalizzata a promuovere e a volorizzare le risorse autoctone vegetali come fonte di cibo, in modo da sensibilizzare una economia locale virtuosa soprattutto in quei paesi affetti dal processo di desertificazione.&#13;\nIl Programma PRIMA (Partenariato per la Ricerca e l\u2019Innovazione nell\u2019Area del Mediterraneo) \u00e8 un organismo finanziatore dell\u2019Unione Europea con l\u2019obiettivo principale di sviluppare capacit\u00e0 di ricerca e innovazione e ideare soluzioni innovative per affrontare problemi critici nei settori della gestione delle acque e dei sistemi agroalimentari in il Mediterraneo.&#13;\n<\/p>\n\n<p>Bibliografia<br\/>Accogli R., Tomaselli V., Direnzo P., Perrino E.V., Albanese G., Urbano M., Laghetti G., 2023. Edible Halophytes and Halo-Tolerant Species in Apulia Region (Southeastern Italy): Biogeography, Traditional Food Use and Potential Sustainable Crops. Plants 12, 549. https:\/\/doi.org\/10.3390\/plants12030549<br\/>Ben Mahmoud, K., Mezzapesa, G.N., Abdelkefi, F. &amp; Perrino, E.V. (2024) Beta macrocarpa Guss. in Tunisia: nutritional and functional properties of the underutilized wild beet in relation to soil characteristics. Euro-Mediterranean Journal for Environmental Integration. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s41207-024-00468-5<br\/>Perrino E.V., Mahmoud Z.N.A., Valerio F., Tomaselli V., Wagensommer R.P., Trani A., 2023. Synecology of Lagoecia cuminoides L. in Italy and evaluation of functional compounds presence in its water or hydroalcoholic extracts. Scientific Reports 13: 20906. https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41598-023-48065-w<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piante selvatiche mediterranee non utilizzate potenzialmente utili all\u2019uomo Molte piante selvatiche originarie del bacino del Mediterraneo che crescono nelle fasce ecotonali e nelle infrastrutture verdi degli agroecosistemi, hanno potenzialit\u00e0 ancora<\/p>\n<div class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/react4med.eu\/it\/3388\/\"><i class=\"fal fa-arrow-right\"><\/i>Read More<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3382,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[203],"tags":[],"class_list":["post-3388","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3388"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3389,"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3388\/revisions\/3389"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/react4med.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}